PSICOTERAPIA

La psicoterapia è una forma di terapia basata sulla parola e sul corpo, in cui uno psicologo o un medico, specializzati in psicoterapia, accolgono la persona nella sua interezza, prendendo in considerazione la sintomatologia o il disagio psichico portato dalla persona, ma anche le sue risorse e i suoi strumenti. Il focus primario del lavoro è la relazione, all’interno degli scambi terapeuta-paziente, dell’individuo con le persone significative della sua vita, con il suo contesto socio-lavorativo, con la propria realtà. La valutazione iniziale, la lettura della storia di vita, dell’attuale situazione e delle modalità relazionali tipiche della persona, assieme ad un’attenta analisi degli strumenti e delle possibilità del singolo individuo, portano il terapeuta ad orientare il paziente verso una terapia di sostegno, con obiettivi più limitati ed orientata ad accompagnare la persona in un dato momento della propria vita, altrimenti verso una terapia più del profondo, in cui il lavoro presupporrà una ristrutturazione della personalità e un intimo viaggio dentro se stessi e le proprie origini.
Il termine psicoterapia, deriva dal greco, e significa cura dell’anima. Questa parola è di origine antichissima. Ellenberger evidenzia che ricostruzioni storiche e antropologiche attestano che già i popoli antichi e i primitivi usavano metodi impiegati nella psicoterapia moderna, e altre raffinate tecniche che non trovano corrispettivi nella terapia moderna.
Sullivan descrive la psicoterapia come uno scambio tra due individui in cui uno dei due è indicato come un esperto e l’altro come una persona in cerca di aiuto. Entrambi lavorano assieme per identificare i problemi e raggiungere un nuovo equilibrio psichico.
G.O. Gabbard parla di un continuum di interventi psicoterapici che va dal polo “espressivo” (psicoterapie analitiche) a quello “supportivo” (psicoterapie di sostegno)
Citando Bion possiamo così descrivere l’incontro psicoterapico:
“Quando due personalità si incontrano si crea una tempesta emotiva. Se fanno abbastanza contatto da essere consapevoli l’uno dell’altro o anche abbastanza da esserne inconsapevoli, la congiunzione di questi due individui produce uno stato emotivo e il disturbo che ne risulta non necessariamente ha da essere considerato come un miglioramento rispetto a prima nello stato delle cose. Ma visto che si sono incontrati e visto che la tempesta emotiva si è verificata, le due parti in gioco in questa tempesta possono decidere di cavarsela alla meno peggio in un brutto affare”.

Abbiamo già sottolineato l’esistenza di diversi approcci terapeutici. In questa sede ci soffermiamo ad approfondirne due in particolare, essendo quelli maggiormente usati nel nostro gruppo di lavoro.


ANALISI BIOENERGETICA

L’Analisi Bioeneregetica è una psicoterapia analitica a mediazione corporea. Si basa sul concetto fondamentale di derivazione reichiana di identità funzionale mente-corpo. Noi siamo contemporaneamente il nostro corpo e la nostra mente. La scissione tipica dei nostri tempi e della nostra cultura tra ciò che siamo, il nostro corpo, e la nostra mente, è proprio la causa comune ai diversi disagi psichici. È per questo che le terapie a mediazione corporea lavorano all’interno del settino terapeutico, sul transfert e il controtransfert, dando spazio alla parola e al corpo, ossia all’essero umano nella sua interezza.

Il padre dell’Analisi Bioenergetica è Alexander Lowen, padre nato a New York nel 1910 e morto nel 2008 all’età di 98 anni. Inizialmente professore di educazione fisica, si laurea prima in legge e poi in medicina. Il suo amore per l’attività motoria e la sua forte propensione alla ricerca intellettuale lo portano a riflettere sull’importanza dell’integrazione tra mente e corpo. Nella vita pratica si dedica con passione a numerosi sport e con la moglie Leslie inizia a sviluppare degli esercizi per sciogliere le tensioni muscolari ed aumentare la consapevolezza del corpo. In parallelo, comincia a considerare la necessità di lavorare sull’integrazione tra livello psichico e somatico anche in psicoterapia.
Partecipa, così, ad un corso sull’analisi del carattere tenuto da Wilhelm Reich. All’interno di questo seminario si lascia affascinare dal concetto dell’identità funzionale ed antitesi tra mente e corpo: l’organismo umano funziona come un tutto ed i versanti psichico e somatico sono solo dimensioni apparentemente indipendenti ma di fatto strettamente correlate dal punto di vista della funzione energetica globale. Lowen inizia la propria analisi personale con Whilhelm Reich, seguendo e approfondendo l’approccio psicocorporeo del maestro.
A partire dagli anni Cinquanta, inizia a lavorare su di sé e ad un nuovo approccio psicoterapico con John Pierrakos: nasce l’Analisi Bioenergetica. Alla fine degli anni ‘50 fonda a New York l’International Institute for Bioenergetic Analysis (IIBA). Successivamente, l’Analisi Bioenergetica, si diffonde in tutto il mondo, grazie ai numerosi workshop che Lowen, con passione e vivacità, organizza nei luoghi interessati all’innovativo metodo. Nell’ambito dell’Analisi Bioenergetica le tensioni muscolari vengono trattate su tre livelli: la a storia e l’origine nelle situazioni legate al periodo dell’infanzia; il significato attuale in rapporto al carattere dell’individuo ed l’effetto sul funzionamento corporeo globale.
Questa visione olistica dell’essere umano può permettere quei cambiamenti della personalità che abbiano un valore stabile. Il processo coinvolge la persona in tutta la sua unità psicofisica verso un’esperienza di vitalità e di pienezza in cui l’individuo possa respirare e sentire profondamente, ristabilire la naturale mobilità ed espressività dell’organismo, essere in contatto con la realtà del proprio modo di esistere e di risuonare emotivamente, risperimentare e trovare la strada per esprimere le emozioni rimosse o bloccate nel corpo.

PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

La terapia cognitivo-comportamentale nasce agli inizi del XX secolo in seguito agli studi di psicologia sperimentale di Watson e Pavlov. A differenza dell’approccio psicoanalitico la corrente del comportamentismo non si concentra più sullo studio della coscienza, ma sul comportamento.
Agli inizi degli anni ’60, in risposta all’esigenza di spiegare aspetti più complessi dell’essere umano, si inizia ad indagare su come il pensiero influenza il comportamento e le emozioni.
Nasce il cognitivismo.
La terapia cognitivo-comportamentale nasce come integrazione e sintesi dei due diversi approcci appena esposti.
La terapia cognitivo-comportamentale è una terapia focalizzata: il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze.
In sintesi:
-Il termine "cognitivo" si riferisce a tutto ciò che accade internamente alla mente, ovvero tutti i processi mentali come pensiero, ragionamento, attenzione, memoria, con implicazioni sullo stato di coscienza o consapevolezza, etc.
-Il termine "comportamentale" si riferisce invece ai comportamenti manifesti (azioni e condotte) da parte del soggetto.
Questo intervento ha come obiettivo la modifica di pensieri distorti e delle emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi del paziente, con lo scopo di facilitare la riduzione e l'eliminazione del sintomo o del disturbo psicologico.
A differenza di altre psicoterapie, questo approccio si focalizza prevalentemente sul presente mirando alla soluzione dei problemi attuali. I pazienti apprendono alcune specifiche abilità (coping), che possono utilizzare anche nella vita di tutti i giorni.