Insonnia

Junge Frau kann nicht einschlafen

I disturbi del sonno rappresentano troppo spesso un problema sottodiagnosticato e non adeguatamente trattato. In realtà si tratta di un disturbo molto frequente tanto che l’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno ha stimato che in Italia circa 12 milioni di persone soffrono di insonnia.
L’insonnia viene definita come una ‘percezione soggettiva di difficoltà nella fase di addormentamento e/o di persistenza del sonno, nonché di scarsa qualità di riposo’. In alcuni casi si può associare ad una ridotta funzionalità in ambito socio-lavorativo, questo perché dal sonno sono regolati i più importanti ritmi biologici (cardiovascolari, neuroendocrini e riproduttivi) e un’alterazione, sia in termini qualitativi che quantitativi del sonno, se prolungata nel tempo, può comportare importanti ripercussioni sull’equilibrio psico-fisico compromettendo appunto il funzionamento globale e, conseguentemente, lo stato di salute.
Un recentissimo studio (Mencacci et al., 2013) riporta che l’insonnia rappresenta un fattore di rischio per alcuni disturbi psichici, essendo in grado, in assenza di altri sintomi, di aumentare il rischio di sviluppare disturbi d’ansia, sindrome depressiva e comportamenti d’abuso di sostanze e alcol.
L’insonnia viene generalmente classificata in primaria e secondaria.

INSONNIA PRIMARIA
può essere idiopatica (causata da un inadeguato controllo neurologico del ritmo sonno/veglia) o psicofisiologica.

L’insonnia psicofisiologica sembra dipendere da fattori stressanti che causano all’individuo una somatizzazione selettiva alterando il sonno. L’osservazione clinica e dati di laboratorio hanno evidenziato nei soggetti affetti da insonnia psicofisiologica un tempo di addormentamento prolungato, numerosi risvegli notturni, pessima qualità del sonno e malessere nelle ore diurne. Gli individui che più spesso lamentano queste problematiche del sonno sono soggetti che reagiscono allo stress con una reazione di allarme esagerata e che somatizzano la tensione emotiva incrementando in modo anomalo gli indici di ipervigilanza (vasocostrizione, reazione muscolo-tensiva, aumento del metabolismo, ecc). Sovente queste reazioni conducono a disturbi di tipo internistico come ipertensione, cefalee e ulcera peptica. Nel lungo termine l’insonnia diventa un fattore cruciale nella vita di questi soggetti e la preoccupazione che deriva dalla perdita di sonno e dalla paura di non riuscire a riposare in modo adeguato, come in un circolo vizioso, potenzia sia il disagio psichico che l’insonnia. Questi pazienti sono convinti che se riuscissero di nuovo a riposare bene, risolverebbero tutti i loro disagi, ma, quanto più si sforzano di dormire, tanto più diventano agitati. Spesso riferiscono di avere una serie di ‘rituali del sonno’ che, per lo più, interferiscono anche con la la vita familiare.

INSONNIA SECONDARIA
Esistono moltissime condizioni che, tra altri segni o sintomi, presentano anche insonnia.
E’ stata, ad esempio descritta, nell’età infantile, una INSONNIA DA ALLERGIE O INTOLLERANZE ALIMENTARI. Il soggiorno ad alta quota ad esempio, spesso se improvviso, può causare quella che viene definita INSONNIA DA ALTITUDINE e che può essere corretta con l’assunzione di farmaci che agevolino la ventilazione polmonare.
Ancora, è stata descritta una condizione chiamata ‘night eating syndrome’ (NES) che riguarda la popolazione adulta e che si manifesterebbe con una classica triade: iperfagia notturna, insonnia e anoressia mattutina. In questo caso quindi l’assunzione di cibo e bevande durante la notte sarebbero correlata all’INSONNIA DA ASSUNZIONE DI CIBI DURANTE LA NOTTE.
Vi sono poi una serie di disturbi psichici che risultano essere in stretta correlazione con l’insonnia la cui presenza, in alcuni casi, ne favorirebbe l’insorgenza o concorrerebbe nel peggiorare la sintomatologia. I disturbi d’ ansia, i disturbi dell’umore, alcune psicosi, ad esempio, sono fortemente influenzate, per decorso e insorgenza, dalla qualità del sonno. Inoltre, spesso, a seconda del disagio psichico presente, le alterazioni del sonno assumono caratteristiche peculiari, ben riconoscibili dal medico specialista che saprà scegliere il trattamento opportuno a seconda dei casi.

Dott.ssa Marzia Giansante

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