Il linguaggio non verbale

 

Politician at work

Non si comunica solo con la voce, anzi, in realtà, secondo i linguisti, il 90% delle comunicazioni avverrebbe mediante il linguaggio non verbale. La gestualità, le espressioni del viso, i manierismi, lo sguardo. Piccoli, impercettibili movimenti del corpo contribuirebbero a veicolare i nostri messaggi e, spesso, sarebbero anche i reali indicatori del nostro stato d’animo.
Uno studio condotto dal Prof. Mehrabian (Non Verbal Communication) presso la
University of California di  Los Angeles (UCLA) ha mostrato che, nella percezione di un messaggio, l’aspetto verbale conterebbe per il 7% e il restante 93% sarebbe suddiviso tra i movimenti del corpo e il tono della voce.
Negli ultimi anni, molte università internazionali stanno indirizzando le loro ricerche proprio in questo settore ritenendolo un eventuale utilissimo supporto di comprensione.
Comprendere le sfumature del linguaggio non verbale significa comprendere meglio sia i sentimenti, i pensieri, le emozioni e le intenzioni di chi ci circonda, sia padroneggiare con maggiore consapevolezza il nostro corpo soprattutto in situazioni critiche, nelle quali sarebbe fondamentale trasmettere un’immagine di sicurezza e forza, come ad esempio durante un colloquio di lavoro.
Sulla scia della notevole attenzione mediatica e della messa in onda di fiction e serie televisive che trattano specificamente dell’argomento, sono anche stati pubblicati molti libri che intendono fornire ai lettori piccoli trucchi per capire se l’interlocutore (venditore, familiare, bancario, ecc) sia o meno sincero.
Uno di questi testi è stato scritto da Joe Navarro,  ex federale conosciuto nell’FBI come “la macchina della verità umana”.  Insegnante e consulente di banche, assicurazioni e studi legali. Ha cominciato ad interessarsi al potere della comunicazione non verbale quando, all’età di 8 anni, arrivò in America come profugo da Cuba. Non conoscendo la lingua inglese, per stare al passo con i compagni di classe, cominciò a prestare molta attenzione alla gestualità, alle espressioni e ai movimenti. Da allora non ha mai smesso di interessarsi all’argomento.
Nei suoi testi sottolinea che in ogni interazione umana sono contenute informazioni non dette che rivelano ciò che la gente pensa, sente e intende fare.

Così, ci riferisce che le caratteristiche fisiche dello stress si manifestano con un viso teso e leggermente distorto, sopracciglia aggrottate e fronte corrugata. Altri segni di stress o disagio emotivo sarebbero, a suo dire, giocherellare con la collana o coprirsi la fossetta del collo, mentre strofinarsi la fronte sarebbe indice di indecisione e insicurezza, così come toccarsi il collo.
Aggiustarsi la cravatta significherebbe, per gli uomini, affrontare disagi o insicurezze, mentre toccarsi una guancia sarebbe un modo per smorzare il nervosismo e la preoccupazione.
Durante un colloquio, se le persone coinvolte, inclinano il busto l’una in direzione dell’altra significherebbe che si trovano in una situazione di serenità, a loro agio e in accordo, viceversa, inclinare il busto e allontanarsi dall’interlocutore, starebbe ad indicare disaccordo e disagio. Stesso significato avrebbe il gesto di incrociare improvvisamente le braccia durante una conversazione.
Mentre se si volessero prendere in esame i comportamenti non verbali in caso di bugia, bisognerebbe valutare attentamente la sincronia e l’enfasi. Si dovrebbe cioè ricercare la sincronia tra quanto detto verbalmente e quanto comunicato non verbalmente. Ad esempio, in caso di una risposta negativa, anche il capo dovrebbe essere coerente e muoversi senza ritardi rispetto alla voce. Anche l’enfasi con cui vengono dette le cose contribuirebbe a comprendere la natura veritiera o meno dei contenuti. Il timbro della voce, il tono, la ripetizione, la gestualità. L’espressività del viso dovrebbe essere sempre in accordo con le parole, infatti, secondo Navarro, parlare senza mostrare partecipazione, quindi ad esempio nascondendo le mani o coprendosi la bocca, sarebbero segnali di inganno.

Indipendentemente dalle scenografiche serie tv e dai piccoli consigli che appaiono sui testi, ritengo che l’argomento sia molto complesso e che sia, in ogni caso, fondamentale valutare sempre anche le condizioni, il contesto e le caratteristiche generali di una persona (culturali, ideologiche, operative). La comunicazione non verbale gioca senza dubbio un ruolo fondamentale nella relazione con le persone ed è senz’altro utile che la ricerca psico-linguista investa risorse in questa direzione ma, allo stato attuale, non essendo disponibili dimostrazioni scientifiche riproducibili, la valutazione del linguaggio non verbale non è riconosciuta come metodo di indagine né è stata ammessa come prova in ambito giudiziario.

Dott.ssa Marzia Giansante

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