Ci siamo lasciati ma non Ti lasceremo: la separazione dei genitori

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Dichiarare conclusa una relazione non è mai facile e questo perché implica in qualche modo mettere la parola fine ad un capitolo ed accingersi a scriverne un altro; ciò costa fatica, impegno, attenzione soprattutto quando la coppia ha anche un figlio.

In tema di separazione coniugale con figli le parole chiave potrebbero essere ‘condivisione’, che non è delega e ‘regolazione’, che non significa né marcare né tanto meno nascondere. Come ogni discorso da condividere con i figli, è necessario modulare tempi e modi sulla base delle caratteristiche della specifica situazione ma attraverso questo articolo si vorrebbero offrire in merito alcuni spunti di riflessione generali.

Partendo dal presupposto che due adulti che smettono di essere coppia possono continuare ad essere genitori, è importante che i figli vengano coinvolti nella trasformazione che, pur riguardando primariamente la coppia, si rifletterà necessariamente anche sulla famiglia.

Un figlio non è un alleato da convincere né un sostituto o un mezzo per comunicare con o contro il partner dal quale ci si separa e non è neanche un confidente ma è comunque parte della modificazione che l’intero nucleo affronta. Pur non essendo attore diretto della scelta, un figlio vive questo momento con i genitori ed è per questo che forse, più che concentrarsi sulle motivazioni della separazione, potrebbe essere opportuno condividere con i propri figli l’impegno comune alla costruzione di un nuovo progetto, diverso dal precedente ma pur sempre condiviso.

Comunicare la decisione della separazione, anche se in due momenti distinti, uno per ciascun genitore, può rappresentare un arduo banco di prova in quanto mette la persona coinvolta di fronte alla necessità di gestire la situazione vestendo un doppio ruolo, contemporaneamente di partner e di genitore. In merito a questo, infatti, alcuni bambini raccontano di essersi sentiti investiti della responsabilità di rappresentare l’anello di congiunzione della coppia, pensando di poter e dover fare o dire qualcosa per tenere uniti i genitori: una coppia non può stare insieme per un figlio ma due genitori possono stare insieme ad un figlio pur non essendo più coppia.

Come comportarsi? Non esistono regole né errori ma alcuni aspetti sui quali riflettere.

Può essere rassicurante che i bambini siano aiutati a comprendere che ogni relazione interpersonale, quindi anche di coppia, può finire: per citare una circostanza più vicina alla loro realtà si potrebbe esemplificare facendo notare che anche a scuola capita di decidere di non essere più amico di qualcuno. Certo, è differente il contenuto ma il processo di scelta è il medesimo.

È importante inoltre spiegare ad un figlio che separarsi significa allontanarsi fisicamente dal partner in quanto stare a stretto contatto con una persona con la quale la relazione è finita può ad esempio rendere l’atmosfera difficile da gestire ed aumentare le probabilità di litigi o tensioni.

Ed ancora, chiedersi come adulto cosa si stia provando e come lo si stia affrontando è utile ma è indispensabile non dimenticarsi di domandare anche ai propri figli cosa stiano sentendo, di cos’abbiano paura, cosa li spaventi, cosa vorrebbero, come secondo loro i genitori dovrebbero affrontare questa modificazione. Anche condividere le proprie difficoltà da adulto genitore, senza delegarle, può essere un punto di partenza per trasmettere il messaggio che ogni scelta, seppur tale, può comportare delle criticità che insieme si affrontano meglio.

Compatibilmente con il ‘clima’ della coppia in separazione, potrebbe essere utile soprattutto all’inizio, individuare e mantenere un momento da vivere come famiglia, si pensi al pranzo della domenica dai nonni oppure alla pizza del sabato sera con gli amichetti; questo non per creare false illusioni ma per dimostrare che, nonostante le scelte di vita differenti, i genitori possono ritrovarsi per essere comunque famiglia insieme.

 

Continuare a scrivere la propria biografia alla luce di un progetto naufragato può essere spinoso ma coinvolgere in questo i propri compagni di viaggio potrebbe essere un punto di partenza per costruire insieme capitoli di vita nuovi.

Dott.ssa Simona Maurino

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